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Dal 1958, tradizione ed innovazione

Come la vita umana si sviluppa attraverso generazioni di nonni, padri, figli e nipoti, così la storia di un’azienda, che è fatta soprattutto di persone, spesso segue lo stesso schema. Se prospera ed attraversa i tempi, significa che le idee ed i principi fondanti dei "nonni" sono filtrati fino alle successive discendenze.

Com'era il mondo nel 1958?

Negli Stati Uniti c’era come Presidente Eisenhower (quello dello sbarco in Normandia), nell’Unione Sovietica Khruscev, in Francia De Gaulle e in Germania il “cancelliere di ferro” Adenauer.
Noi al governo avevamo Fanfani, c’era il “papa buono”, cioè Giovanni XXIII, e Modugno lanciava a Sanremo la canzone italiana forse più conosciuta nel mondo: Volare.

Volava anche la nostra economia; soprattutto le grandi aziende del nord come Fiat, Olivetti, Pirelli, si stavano sviluppando a ritmi impressionanti creando nuova occupazione e stava iniziando il cosiddetto ”boom economico“ che durerà fino ai primi anni ’60.

Una guerra disastrosa terminata da solo tredici anni e la scarsità di investimenti nella ricerca ci rendeva molto dipendenti dai paesi più avanzati. Ciò comportava da parte di molte imprese italiane una spasmodica ricerca in tutto il mondo industrializzato di soluzioni all’avanguardia.

Nasce in questo contesto storico-economico la nostra azienda: i suoi tre soci fondatori ormai scomparsi, potremmo chiamarli i bis-nonni, ebbero l’idea di tentare l’impiego di alcune delle apparecchiature e dei sistemi importati e già utilizzati nell’industria automobilistica anche in altri campi industriali.

Affidavano questa scommessa ad una loro giovane impiegata: Maria Minelli.

Con un modestissimo capitale fu costituita così la Verniciatura Industriale alloggiata in un piccolo ufficio di Milano.

A lei in veste di responsabile, contabile e venditrice, si aggiunse un tecnico dimostratore e riparatore: infatti i prodotti da commercializzare erano pistole elettrostatiche di verniciatura. Si andava dal cliente (spesso mobilieri o simili) e si organizzava una prova dimostrativa con le enormi pistole e generatori di allora. Il tecnico si proteggeva con tute, cappelli e fazzoletti che lasciavano fuori solo gli occhi ed iniziava l’innovativa “verniciatura elettrostatica”.

Il successivo ed esteso sviluppo della piccola e media impresa e la conseguente necessità della stessa di migliorare il grado di finitura dei propri prodotti con le nuove tecniche di verniciatura industriale, favorì la crescita della nostra azienda che, anno dopo anno, fu rapida ed inarrestabile. Per assecondare le esigenze della clientela si aggiunsero nel tempo prodotti nuovi o complementari alla verniciatura quali pompe pneumatiche, filtri e valvole che a loro volta aprirono altri spiragli di mercato.


Dopo dodici anni, alle soglie degli anni ’70 l’azienda contava una trentina di dipendenti, la rete commerciale si estendeva a qualche regione del nord e la sede (cambiata già più volte) risultava nuovamente insufficiente.

Frattanto in Italia era finito il “boom” e con esso il grande sviluppo di massa e le imprese di quegli anni dovevano trovare nuovi sbocchi commerciali nell’esportazione e quindi migliorare la competitività dei loro prodotti cercando a questo scopo partner affidabili ed organizzati.

Era necessario un salto di qualità; i segnali da cogliere non venivano fraintesi ed i soci, uniti come sempre, decisero di investire per rinnovarsi.
La pioniera Verniciatura Industriale diventa la società per azioni Verind e si costruisce l’attuale ed innovativa sede di Rodano, moderna e tecnologica.
 
Con l’inserimento di nuovi prodotti ad alta tecnologia l’azienda riesce a penetrare altri campi industriali quali: antinquinamento, scambio termico, centrali di dosaggio e distribuzione.
Queste scelte si dimostreranno vincenti soprattutto per dare continuità e stabilità ai programmi aziendali ammortizzando, quando necessario, l’alternarsi degli inevitabili squilibri di sviluppo dei diversi settori di mercato.
Nasce e si struttura la parte impiantistica, che negli anni a venire diverrà l’ossatura portante dell’attuale Verind, decisa a differenziarsi dalla concorrenza con realizzazioni sempre più articolate e complesse, in Italia ed all’estero, per soddisfare una vasta clientela come la media e grande impresa, sempre più esigente.

Così sotto l’attenta guida ed esperienza dei “nonni” si formerà a partire dagli anni ‘ 70 la generazione dei “padri”. Saranno questi i diretti protagonisti che condurranno l’azienda fino alle soglie del 2000.

Sapranno cogliere ogni sfida del mercato e contribuiranno a consolidare l’azienda diversificandone l’attività plasmandosi alle nuove istanze dei mercati ed ai nuovi modelli si sviluppo, creando all’interno quella filosofia della flessibilità che ne moltiplicherà il potenziale, strutturando un’estesa rete di assistenza e vendita, sviluppando le tecnologie informatiche e la formazione del personale che in breve raggiungerà le 70 unità di dipendenti diretti.

Appare però ormai chiaro che l’attività commerciale che ha caratterizzato l’azienda nei primi 10/15 anni non è più sufficiente per restare sul mercato. Occorre valore aggiunto, innovazione, informazione, ricerca di nuove proposte e di nuove specializzazioni.

Vendere il solo prodotto non paga se non si vende con esso un servizio.

Verind primeggia in Italia per qualità e know-how della propria offerta tanto più per referenze, organizzazione ed immagine, ma i tempi all’inizio degli anni ’90 però, ancora stanno cambiando: si avverte sempre più una maggiore fragilità nei confronti di un certo tipo di concorrenza soprattutto nella fascia di prodotti a bassa tecnologia.

Parallelamente la domanda di automazione si rivolge sempre più verso le macchine che però richiedono nuove strategie impiantistiche ed uno stretto scambio di informazioni con i pochi produttori e specialisti del settore.

Bisogna ancora una volta scommettere sul futuro e cambiare: inizia allora l’alleanza societaria con il Gruppo Dürr (www.durr.com) che farà coincidere i rispettivi obiettivi d’impresa.
Il nostro grande socio di Stoccarda, leader mondiale nei trattamenti di finitura in campo automobilistico, produce apparecchiature e robot molto avanzati tecnologicamente, dispone di un proprio centro di ricerca e sviluppo, impiega diverse migliaia di dipendenti e può vantare strutture ed engineering ad altissimo livello, per soddisfare le più importanti case automobilistiche mondiali.

La ragione sociale di Verind rimane immutata e Maria Minelli ne diventa il Presidente.
Questa collaborazione aprirà una nuova stagione che dura fino ai nostri giorni e che ci vedrà impegnati in collaborazioni e realizzazioni sempre più prestigiose e complesse armonizzate ai nuovi processi produttivi.

Nel frattempo con l’avvento del nuovo millennio e si è affacciata l’ultima generazione: quella dei “figli” e “nipoti”.

Tutto è cambiato da quel lontano 1958 ma non sono mutate le regole base per la ricetta del successo delle generazioni a venire: lavoro impegnato, curiosità, passione, aggiornamento continuo, conoscenza del passato ed occhi bene aperti sul presente.

Raggiungere insomma quell’esperienza che li farà divenire testimoni del loro tempo ed artefici della loro fortuna, come lo sono stati i predecessori:

“La sapienza è figlia dell’esperienza” (Leonardo da Vinci)